“Rafforzamento della produzione caprina di lana Mohair nella Patagonia del Nord”.

Durante il mese di maggio 2010, presso Fondazione Casa America di Genova,
è stata inaugurata in anteprima nazionale la mostra descrittiva del progetto di cooperazione internazionale italo-argentino per il “Rafforzamento della produzione caprina di lana Mohair nella Patagonia del Nord”.
In occasione dell’apertura dell’iniziativa si è svolto un incontro-dibattito con la partecipazione di Roberto Speciale, presidente Fondazione Casa America; Luigi Brusca, direttore Bambini Vittime Onlus; Michelangelo Casano, rappresentante del CIPSI in Argentina; Andrea Suarez, Capo progetto.
Al dibattito è seguita la proiezione di un video sul progetto.
L’incontro è stato organizzato oltre che dalla Fondazione Casa America, da Solidarietà e Cooperazione CIPSI – coordinamento nazionale di 45 associazioni di solidarietà internazionale – e dall’onlus Bambini Vittime.
Il progetto si è prefissato l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di produttori caprini della Patagonia Nord (Argentina), associati al Programma Mohair, e in particolare i piccoli produttori localizzati nelle province di Chubut, Río Negro e Neuquén, abitate prevalentemente da popolazione indigena Mapuche ed allevatori creoli. I beneficiari sono per lo più in condizioni di isolamento geografico, con difficoltà di comunicazione e mobilità, senza essere proprietari delle terre. I caprini di angora in Argentina sono circa 650.000. Si concentrano nella Patagonia del Nord, dove l’attività è svolta da 5.000 produttori. La produzione è legata a un’economia di sussistenza: in media, ogni stabilimento possiede 150 capre e molti produttori sono minifondisti che consumano in modo diretto gran parte di quanto prodotto. I caprini producono una fibra d’uso tessile, il Mohair, apprezzata per le caratteristiche di morbidezza, lucentezza, scarsa ritenzione dell’umidità e alta trasmissione di caldo.
Il processo dinamico promosso negli ultimi decenni dalla globalizzazione e all’aggiustamento strutturale dell’economia ha generato in Argentina molte trasformazioni.
Tra queste, un cambiamento nelle strutture produttive derivato dalla liberalizzazione del mercato. Si è generata così una rottura sociale, caratterizzata da un indebolimento culturale ed educativo della popolazione. In conseguenza di ciò, diverse aree e regioni del Paese, storicamente squilibrate, hanno visto aumentare i livelli di disuguaglianza nelle opportunità di sviluppo socio-economico e ambientale. Mentre le regioni centrali concentrano più del 75% del capitale produttivo, le regioni periferiche entrano in un significativo stato di declino.